Osteopatia

Che cos’é l’Osteopatia?


L’Osteopatia, costituisce una professione rientrante nelle cosiddette medicine complementari, ovvero facente parte di quell'approccio multidisciplinare, in cui i vari specialisti collaborano per ottenere un risultato comune, la salute del paziente. Inoltre, il 31 Gennaio 2018, il Ddl Lorenzin N.1324-B, con l’Art. 7, ha individuato l’Osteopatia come professione sanitaria autonoma.

L’Osteopata si riserva di individuare e correggere le disfunzioni somatiche. Per disfunzione somatica si intende una funzione alterata o ridotta di componenti interconnesse del sistema somatico: strutture scheletriche, articolari e miofasciali con i relativi elementi vascolari, linfatici e neurologici ad esse collegati. La disfunzione somatica è approcciabile per mezzo del Trattamento Manipolativo Osteopatico (OMT), che si serve di una sequenza ragionata di tecniche manuali applicate da un Osteopata sull’analisi delle informazioni palpatorie anatomo-funzionali del paziente. L’eliminazione delle disfunzioni somatiche porta ad un miglioramento della sintomatologia accusata dal paziente.

Quanto dura una seduta osteopatica?


I trattamenti osteopatici hanno una durata variabile da 50 a 60 minuti a seconda dei casi. La durata di una seduta osteopatica non è fissa ma dipende dalla velocità del processo terapeutico.

Il processo terapeutico mira a correggere le disfunzioni somatiche e, appunto, non vi è un tempo fisso affinché questo processo avvenga. Ci sono alcuni fattori che influenzano la velocità di correzione delle disfunzioni e quindi la durata complessiva della seduta, tra questi fattori ci sono: il grado di salute, l’età del paziente, il motivo del consulto e il numero di sedute pregresse.

La prima visita dura 90 minuti perché comprende una specifica valutazione che permette di inquadrare la situazione del paziente, individuando le eventuali controindicazioni al trattamento Osteopatico.

Quante sedute occorrono?


Non è possibile stabilire a priori il numero di sedute necessarie al raggiungimento dell’obiettivo prefissato perché ogni paziente risponde in modo individuale. Questa differenza di responsività dipende da vari fattori: il motivo del consulto, la tipologia del disturbo, l’età del paziente, la cronicità del dolore e l’impegno del paziente nel seguire le indicazioni fornitegli.

In termini molto generali, ci sono casi in cui sono sufficienti dalle 3 alle 5 sedute, a distanza di 7/10 giorni.
In altri casi il percorso terapeutico è più articolato.
Terminata la prima fase in cui è avvenuta la risoluzione del disturbo, il paziente accede alla fase di mantenimento.

La fase di mantenimento è un processo terapeutico di prevenzione che consta di sedute periodiche (la frequenza dipende da diversi fattori). Questa modalità permette di mantenere il benessere raggiunto.

Quali sono i limiti dell’Osteopatia?


Il campo d'azione dell'Osteopatia esclude tutte le lesioni anatomiche gravi, ma anche tutte le urgenze mediche. L'Osteopata non formula diagnosi medica e non può guarire le patologie mediche. L’Osteopata si riserva la possibilità di rimandare al Medico Curante o Specialista in tutte quelle situazioni che richiedano la formulazione di una diagnosi medica specifica.

Tuttavia, l’Osteopata può promuovere il benessere, migliorare la qualità di vita e ridurre i sintomi, agendo sulle conseguenze, ad esempio nel caso delle alterazioni posturali e dei dolori muscolo-scheletrici.

Ci sono effetti collaterali?


L’approccio osteopatico si serve esclusivamente di tecniche manuali supportate da studi scientifici evidenti e comprovati, per un’efficacia in totale sicurezza, che solo raramente possono creare dolore o fastidio al paziente.

Come tutte le terapie, a seguito del trattamento osteopatico si possono verificare degli effetti collaterali (lieve sopore, sensazione di freddo, aumento della peristalsi intestinale, breve e temporanea acutizzazione della sintomatologia), che si manifestano in meno del 15% dei casi.